Capitolo 2 — I 5 stati mentali della performance

Prima di una gara capita spesso di sentire frasi come queste.

“Mi sento carico.”
“Ho la testa da un’altra parte.” “Sono troppo teso.”
“Oggi mi sento in flow.”

Sono modi molto comuni con cui gli atleti descrivono quello che succede nella loro mente. Ma se ci fermiamo un momento a riflettere, ci accorgiamo che spesso parliamo della mente in modo molto generico.

Diciamo che mentalmente “ci siamo” oppure “non ci siamo”. Che la testa “funziona” oppure “non gira”.

In realtà la preparazione mentale funziona in modo molto più preciso.

La mente non è uno stato unico. Durante una prestazione sportiva entrano in gioco diversi stati mentali, che possono cambiare anche rapidamente e che influenzano il modo in cui un atleta si muove, decide e reagisce.

È proprio da questa osservazione che nasce il modello utilizzato in 2flow.
Invece di parlare della mente in modo generico, 2flow aiuta l’atleta a osservare cinque stati

mentali chiave che influenzano la performance:

Flow
Focus
Stress
Calma
Peak Performance

Questi cinque target rappresentano alcune delle condizioni mentali più importanti nello sport e nella performance.

Vediamoli brevemente.

Flow

Il flow è quello stato in cui tutto sembra scorrere in modo naturale. Il gesto tecnico diventa fluido, la mente è presente ma non invadente, le azioni si susseguono con continuità.

Molti atleti descrivono il flow come una sensazione in cui “il gioco viene da sé”. Non significa che non ci sia fatica o impegno, ma che mente e corpo stanno lavorando nella stessa direzione.

Focus

Il focus riguarda la capacità di mantenere l’attenzione su ciò che conta davvero nel momento della prestazione.

Nello sport le distrazioni sono molte: il punteggio, l’errore precedente, il pubblico, le aspettative. Il focus permette di riportare l’attenzione sul compito, sul gesto, sull’azione da compiere in quel momento.

È uno degli stati mentali più allenabili nella preparazione mentale.

Stress

Lo stress non è necessariamente qualcosa di negativo. Una certa attivazione è spesso utile per entrare nella prestazione con intensità e reattività.

Il problema nasce quando lo stress supera una certa soglia. In quel caso può comparire tensione muscolare, rigidità, pensieri ripetitivi o perdita di lucidità.

Riconoscere il proprio livello di stress è fondamentale per imparare a regolarlo.

Calma

La calma è la capacità di mantenere stabilità mentale ed emotiva anche in situazioni di pressione.

Non significa essere passivi o poco attivi, ma riuscire a restare centrati anche quando la gara si complica, quando arriva un errore o quando il momento diventa decisivo.

La calma è spesso ciò che permette all’atleta di tornare rapidamente al presente.

Peak Performance

La peak performance rappresenta il momento in cui le condizioni mentali e fisiche si allineano nel modo migliore per esprimere il proprio livello.

Non è qualcosa che si può forzare direttamente, ma è spesso il risultato di un buon equilibrio tra gli altri stati mentali: stress regolato, attenzione presente, mente stabile e corpo attivo.

Quando questo equilibrio si crea, l’atleta riesce a esprimere il proprio potenziale con maggiore continuità.

Questi cinque stati mentali non sono fissi. Possono cambiare durante un allenamento, nel corso di una gara o anche nel giro di pochi minuti.

Un atleta può iniziare la partita con buon focus ma stress elevato. Dopo alcuni minuti può trovare maggiore calma e avvicinarsi al flow. Oppure può perdere attenzione dopo un errore.

La mente, nello sport, è dinamica.
Per questo uno degli aspetti più importanti della preparazione mentale è imparare a

riconoscere dove ci troviamo mentalmente in un determinato momento. Ed è proprio questo che permette di fare 2flow.

Attraverso una breve auto-valutazione, l’atleta può fermarsi per qualche secondo e osservare il proprio stato rispetto a questi cinque target. Non si tratta di analizzare troppo o di complicare la prestazione.

Al contrario, si tratta di sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio stato mentale.

È un po’ come controllare il cruscotto di un’auto.

Un pilota non guarda solo la strada, ma ogni tanto osserva anche alcuni indicatori che gli permettono di capire come sta funzionando il veicolo.

Allo stesso modo, un atleta può imparare a osservare alcuni segnali della propria mente. Questo non serve per giudicarsi o per etichettare una prestazione. Serve per fare una cosa

molto più utile: sapere da dove partire per allenare la propria mente. Perché nella preparazione mentale esiste una regola molto semplice: prima osservi lo stato mentale, poi intervieni su di esso.
Ed è proprio da qui che inizia il lavoro più pratico.

Nel prossimo capitolo entreremo in questo passaggio fondamentale: una volta riconosciuto il proprio stato mentale, come si può intervenire per regolarlo e migliorare la qualità della prestazione?

Scopri come allenare la mente:

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